martedì, 02 giugno 2009



Il Comune di Viareggio, Onde Libere e Knopfleriani.it vi invitano a “Rock per L’Abruzzo”, grande tributo ai Miti del Rock. Il 13 Giugno alla Cittadella Del Carnevale di Viareggio la solidarietà per i terremotati dell’Abruzzo porta il Rock in prima linea. Il Rock e la sua forza vitale per mandare un messaggio di energia e dare una spinta concreta alla ricostruzione e al sostegno di chi in questo momento ne ha profondamente bisogno.

Rock per L’Abruzzo” sarà un tribute concert che farà battere il cuore del Rock per ritrovarne l’essenza e riportare i grandi del passato sul palco della Cittadella del Carnevale, grazie a Tribute Band di provata qualità che contano un nutrito numero di fans in Italia e in tutta Europa.

Il tributo ai Queen e ai Dire Straits farà da elemento trainante della manifestazione, per una durata di circa sei ore ininterrotte di musica, che vedrà salire sul palco della Cittadella, oltre a Lady Bugs (per il tributo ai Dire Straits) e Great Queen’s Rats (per il tributo ai Queen), anche due band emergenti di provata bravura quali i Lace Black capitanati da Luca Celletti ed i Maryposh capitanati da Veronica Marchi, che eseguiranno alcune cover di classici della storia del Rock più alcuni brani di propria produzione, unendo il passato ed il futuro di una grande musica popolare.

Per questo evento è stata scelta la formula ad Ingresso Gratuito, che consente a tutti di vivere una serata di divertimento e amicizia. La raccolta fondi pro Abruzzo verrà invece effettuata negli appositi Stand situati all’interno della manifestazione, presso i quali il pubblico potrà scegliere quanto donare in piena libertà. Tutti i fondi raccolti verranno donati per la ricostruzione di una scuola elementare in San Demetrio Ne' Vestini.

L'evento “Rock per L’Abruzzo” sarà reso possibile grazie alla collaborazione di alcuni importanti partner, quali: La Fondazione Carnevale di Viareggio, Linea Grafica di Stefano Cunsolo, Musicalnews.com di Giancarlo Passarella , Viareggiok.it di Stefano Pasquinucci, Versiliaintv.com di Francesco Venuto,Edizioni Cinquemarzo.

Un ringraziamento particolare allo staff di Radio Bruno che sarà la Radio Ufficiale dell’Evento.

Lo spettacolo sarà inoltre trasmesso in diretta streaming nelle tendopoli abruzzesi.

Presenteranno la serata Annarita Landi, Giancarlo Passarella, Stefano Pasquinucci.

Sito ufficiale dell’Evento: www.rockperlabruzzo.tk realizzato e amministrato dallo staff di Knopfleriani.it dove potrete trovare info in tempo reale sull’evento.

Apertura cancelli ore 18.30 il 13 Giugno presso la Cittadella del Carnevale di Viareggio.

scritto da Isa71 alle 21:42 pretesti: pensieri, musica, politica, amore, arte, emozioni, soundtrack, amico, buonumore, viaregginitudine commenti: commenti (10) (popup) | commenti (10)
domenica, 16 dicembre 2007
beethoven

(clicca sull'immagine per ingrandirla)

Prendo spunto da questo post di Rearwindow06 per festeggiare anche io il compleanno di Beethoven (e di Rearwindow06, pure!) con una vignetta classica dei Peanuts, con protagonista Schroeder.
E vi faccio ascoltare qualcosa che magari non sarà originalissimo, ma è davvero troppo bello... e sono felice che ci sia qualcuno che mi sta facendo riscoprire queste meraviglie...

 
scritto da Isa71 alle 15:24 pretesti: soundtrack commenti: commenti (7) (popup) | commenti (7)
martedì, 04 dicembre 2007
eelsEels - Not ready yet



Quando ho sentito questo pezzo per la prima volta, mi colpì molto.
Era una versione live, ossessiva, lunghissima e pesante.
E soprattutto, mi colpì il testo.
In quel periodo della mia vita, mi sentivo esattamente come racconta Mr. E nel testo:

"C'è un mondo là fuori
e lo so perchè ho sentito parlare
Nei miei sogni più dolci
uscirei per una passeggiata
ma non credo di essere ancora pronto
non mi sento in grado ora
non sono ancora così stabile
e non ho bisogno che tu mi dica come fare"


Esattamente così. Avere la percezione che fuori dal mio piccolo nido ci fosse un mondo pronto ad aspettarmi, dove entrare per prendere di nuovo confidenza con la vita, eppure non sentirmi ancora pronta.
Poi, ad un certo punto qualcosa è scattato. Un clic, un interruttore, ha sollecitato il mio bisogno di aprire quella porta per uscire a fare una passeggiata, e, seppure con una gran paura, sono uscita. E ora cammino in mezzo alla gente.
scritto da Isa71 alle 11:35 pretesti: soundtrack commenti: commenti (5) (popup) | commenti (5)
domenica, 25 novembre 2007
battistiLucio Battisti - Il mio canto libero



In un mondo che
non ci vuole più
il mio canto libero sei tu
E l'immensità
si apre intorno a noi
al di là del limite degli occhi tuoi
Nasce il sentimento
nasce in mezzo al pianto
e s'innalza altissimo e va
e vola sulle accuse della gente
a tutti i suoi retaggi indifferente
sorretto da un anelito d'amore
di vero amore
In un mondo che -
Pietre un giorno case
prigioniero è -
ricoperte dalle rose selvatiche
respiriamo liberi io e te -
rivivono ci chiamano
E la verità -
Boschi abbandonati
si offre nuda a noi e -
perciò sopravvissuti vergini
e limpida è l'immagine -
si aprono
ormai -
ci abbracciano
Nuove sensazioni
giovani emozioni
si esprimono purissime
in noi
La veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato
e s'alza un vento tiepido d'amore
di vero amore
E riscopro te
dolce compagna che
non sai domandare ma sai
che ovunque andrai
al fianco tuo mi avrai
se tu lo vuoi
Pietre un giorno case
ricoperte dalle rose selvatiche
rivivono
ci chiamano
Boschi abbandonati
e perciò sopravvissuti vergini
si aprono
ci abbracciano
In un mondo che
prigioniero è
respiriamo liberi
io e te
E la verità
si offre nuda a noi
e limpida è l'immagine
ormai
Nuove sensazioni
giovani emozioni
si esprimono purissime
in noi
La veste dei fantasmi del passato
cadendo lascia il quadro immacolato
e s'alza un vento tiepido d'amore
di vero amore
e riscopro te.

E io cosa posso mai aggiungere?
scritto da Isa71 alle 12:03 pretesti: soundtrack commenti: commenti (10) (popup) | commenti (10)
lunedì, 19 novembre 2007
morrisonJames Morrison - The pieces don't fit anymore



Questa è una di quelle canzoni che si sentono alla radio e puff! senza un motivo preciso restano in testa, colpiscono e non si dimenticano più.
Questo James Morrison dall'ingombrante affinità di nome con una nota rockstar dalla vita assai dissoluta che attraversò le porte della percezione anni fa, è uno dei tanti nuovi cantautori sbucati fuori sulla scena musicale negli ultimi mesi, così, con una bella voce e canzoni gradevoli.
Questo pezzo, una ballatona struggente che il mio nipotino virtuale C. non ha esitato a definire "da martellata nelle p....", è una delle tante prove che l'amore felice è difficile da cantare, mentre l'amore infelice è alla base delle creazioni più riuscite.
Forse perchè se uno è felice in amore, passa il tempo con l'amato bene, invece di starsi ad intristire rimuginando sulla proprio infelicità e soltudine.
Non lo so. Però lo dice anche Steve Lukather dei Toto, che adesso non gli vengono più pezzi struggenti e meravigliosi come "I won't hold you back" e che per riaverli dovremo aspettare il prossimo divorzio.
Nel frattempo, ci sediamo ad ascoltare canzoni tristi alla radio, pensando, a scelta, "E' proprio così..." oppure "Per fortuna non è più così...".
Ad ogni modo, i pezzi finiranno per non quadrare comunque.
scritto da Isa71 alle 15:40 pretesti: soundtrack commenti: commenti (6) (popup) | commenti (6)
sabato, 10 novembre 2007
massiveMassive Attack - Teardrop



Avrei potuto scegliere una qualunque canzone dei Massive Attack, un gruppo che ha sfornato alcune delle più belle composizioni musicali del nostro tempo. Moderne, eteree, disturbanti, le loro melodie sono inconfondibili, ed in certi momenti basta solo chiudere gli occhi e lasciarsi catturare per ritrovarsi in un altro mondo.
Ho scelto questa "Teardrop" perchè è un perfetto esempio di quanto ho scritto, ed in più perchè mi ricorda un periodo di lotta con me stessa.
Cercavo me stessa, cercavo la mia strada, un po' spaventata dal mondo ed ammaccata, ma cercavo.
E anche qui, come nel caso dei Chemical Brothers, c'è un video incredibile, molto fuori dai canoni del videoclip comune, che mi ha commossa parecchio per la sua dolcezza, per la forza delle sue immagini, lo potete vedere QUI.
Una piccola dedica, per finire: a tutti quelli che hanno una lacrima dentro al cuore. Per qualunque motivo.
scritto da Isa71 alle 10:10 pretesti: soundtrack commenti: commenti (9) (popup) | commenti (9)
sabato, 03 novembre 2007
chem brosChemical Brothers - Hey Boy Hey girl.



E per la gioia di tutti gli amanti del country e del pop melodico stile Minghi... ecco, cambiate pagina e andate altrove che qui ora ci si butta su qualcosa di decisamente più vispo!
Ogni tanto accenno al fatto che ho un lato musicale (ma non solo) un po' cialtrone, meno raffinato e "stiloso", e con i Chemical Brothers direi che siamo proprio in quel territorio.
Ora, loro sono due ragazzacci che nel loro genere riescono a partorire cose meravigliose e decisamente creative, anche dal punto di vista visivo.
Questa "Hey Boy Hey Girl" ne è una dimostrazione. Oltre ad essere semplicemente perfetta dal punto di vista musicale, ha uno dei videoclip più stupefacenti mai visti nella breve storia di questa forma d'arte. Date un'occhiata voi stessi QUI.
Per il resto c'è poco da aggiungere: è solo che a volte mi servono questi ritmi, queste brusche accelerate... Here we go!
scritto da Isa71 alle 19:08 pretesti: soundtrack commenti: commenti (10) (popup) | commenti (10)
sabato, 27 ottobre 2007
caposselaVinicio Capossela - Ovunque proteggi.

Vinicio Capossela è un grande artista. Un po' matto e forse troppo sensibile per questo mondo, come lo sono tutti i veri artisti, che spesso mi fanno pensare che non siano creature di questo mondo, ma viaggiatori che attraversano le nostre vite accidentalmente, rendendole più belle, anche se probabilmente comprendiamo un terzo o forse meno dei sentimenti che fanno nascere ciò che creano. Non posso dire di conoscere a memoria ogni sua composizione, ma questa canzone è nel mio cuore dal primo ascolto, un giorno è stata la fede che mancava, un altro conforto nell'abbandono, un giorno amicizia e un altro amore, e mai come oggi alcuni versi mi sembrano veri.

Non dormo ho gli occhi aperti per te, guardo fuori e guardo intorno
Com’è gonfia la strada di polvere e vento nel viale del ritorno
E quando arrivi, quando verrai per me
Guarda all’angolo del cielo dov’è scritto il tuo nome
Ed è scritto nel ferro del cerchio di un anello
E ancora mi innamora  e mi fa sospirare così
Adesso e per quando tornerà l’incanto...
E se mi trovi stanco, se mi trovi spento
Se il meglio è già venuto
E non ho saputo tenerlo dentro me
I vecchi già lo sanno il perché, e anche gli alberghi tristi
Che troppo è per poco e non basta ancora
Ed è una volta sola
Ancora proteggi la grazia del mio cuore
Adesso e per quando tornerà l’incanto
L’incanto di te, di te vicino a me
Ho sassi nelle scarpe  e polvere sul cuore
Freddo nel sole  e non bastan le parole
Mi spiace se ho peccato
Mi spiace se ho sbagliato
Se non ci sono stato
Se non sono tornato
Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore
Adesso e per quando tornerà nel tempo
Il tempo per partire
Il tempo di restare…
Il tempo di lasciare
Il tempo di abbracciare
In ricchezza e in fortuna
In pena e povertà
Nella gioia e nel clamore
Nel lutto e nel dolore
Nel freddo e nel sole
Nel sonno e nel rumore
Ovunque proteggi la grazia del mio cuore
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore
Ovunque proteggi
Proteggimi nel male
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore

scritto da Isa71 alle 23:32 pretesti: soundtrack commenti: commenti (17) (popup) | commenti (17)
sabato, 13 ottobre 2007
ninaNina Simone - My baby just cares for me.



Ah Nina, Nina... la tua voce così particolare, così dolce e femminile.
Amo questa canzone, è fra le mie preferite di sempre.
Perchè è graziosa, e mette di buonumore, e se sono già felice, aggiunge quello spruzzo di sorrisi in più.
Sole in ottobre, cielo azzurro, e quel pianoforte che scintilla fra le note, e le spazzole sulla batteria.
Sa di grazia e di voglia a stare a piedi nudi, anche quando fa freddo.
scritto da Isa71 alle 12:09 pretesti: soundtrack commenti: commenti (12) (popup) | commenti (12)
sabato, 06 ottobre 2007
Antony and the Johnsons - Hope there's someone.



Spero che ci sia qualcuno
che si prenderà cura di me
quando muoio, io andrò

Spero che ci sia qualcuno
che libererà il mio cuore
dolce da abbracciare quando sono stanco

c'è un fantasma all'orizzonte
quando vado a letto
come posso addormentarmi la notte
come potrò riposare la mia testa

Oh, io ho paura del luogo di mezzo
fra la luce ed il niente
non voglio essere quello
lasciato là in mezzo, lasciato là in mezzo

c'è un uomo all'orizzonte
vorrei poter andare a letto
se io cado ai suoi piedi stanotte
mi permetterà di riposare la testa

E così sperando di non affogare
o paralizzarmi nella luce
e mio dono del cielo non voglio andare
a quel segno che è uno spartiacque

Spero che ci sia qualcuno
che si prenderà cura di me
quando muoio, io andrò

Spero che ci sia qualcuno
che libererà il mio cuore
dolce da abbracciare quando sono stanco


Non c'è molto altro da aggiungere. Avrei potuto scegliere praticamente ogni canzone di Antony and the Johnsons, perchè più che la canzone in sè, di Antony è la voce incredibile che emoziona, e raggiunge davvero le corde dell'anima, come pochi altri artisti sanno fare. Ma di sicuro questa è una di quelle che mi emoziona di più. Se ascoltandolo vi colpirà e vorrete scoprire qualcosa in più su di lui, ecco il link per il sito ufficiale, oppure potete fare un giro su youtube.
scritto da Isa71 alle 20:44 pretesti: soundtrack commenti: commenti (7) (popup) | commenti (7)
sabato, 29 settembre 2007
ericEric Clapton - Old love.

E poi c'è il blues.
Quello con le dita nodose che si infilano senza tanti complimenti nelle viscere, di solito facendo un male cane.
Ed una volta che è entrato dentro, non c'è modo di farlo uscire, se non con gran pena e dolore.... sempre che uno voglia perdere le sensazioni incredibili che un pezzo blues ti fa scivolare dentro.
A me piace molto Eric Clapton.
E' uno composto e preciso, adesso. Anni fa lo era un po' meno, però il blues lui ce l'ha nelle dita, in quella Fender nera che riesce a far piangere e cantare.
Lo scorso anno sono riuscita anche ad andarlo a sentire dal vivo. Pazzesco. La facilità con cui suona, quasi come fosse semplice come prepararsi un caffè, lo fanno sembrare un essere di un altro mondo, l'appartenente ad una specie che non è la nostra.
Tra tutte le cose meravigliose che il vecchio Slowhand è riuscito a tirar fuori nella sua carriera, "Old love" è uno dei pezzi che amo di più.
E' blues, in maniera perentoria e definitiva. Blues di quelli che fanno tremare le gambe.
Ogni volta che sento la sua voce attaccare "I can feel your body..." mi manca il respiro.
"Old love" è suadente, sporca, erotica, cattiva, straziante.
E' sesso triste.
E' blues.
Ascoltate, e intanto leggetevi queste bellissime parole su Eric Clapton scritte da nemesiDark sul suo blog (grazie!!).

"annuisce, ciondolando con la testa. Di continuo, come gli ubriachi che si compiacciono del dolore che si stanno infliggendo da soli.

Note lente. Guizzanti e lente assieme. E la barba incolta.
Come non si radesse mai.

Guardo, ascolto, annuisco anche io, anche io ubriaco.
E quelle note prendono sapore.

Sapore. Dei baci rubati in campagna.
Della sigaretta arrotolata di fretta.
Del fondo della bottiglia di birra, ormai calda. Senza più gas.
Del sole.

Apri gli occhi e sei su un prato, con i papaveri attorno a colorarlo di piccole macchie rosse in mezzo al verde ed al giallo.

Chiudi e li riapri di nuovo e sei in auto, di notte, che guidi.

Ed ancora è il mare d'inverno che ti si propone.

Lento fluire di coscienza, incosciente.
Il sapore del ferro in bocca, sarà un piccolo taglio che sanguina.....

Piccole aritmie cardiache e quel bruciore insistente agli occhi.
Vorresti dirle che è bella. Ed invece le ordini un altro giro.
Affoga."



Old love - Live - Pt. 1


Old love - Live - Pt. 2


(Tra le tante versioni scovate su youtube, questa è assolutamente incredibile, la posto ugualmente anche se è divisa in due tronconi, cosa che spezza un po' la magia. Attenzione: potreste avere effetti collaterali di ogni genere durante l'ascolto, mettetevi comodi e godetevela come si deve... Poi non ditemi che non vi avevo avvisato! )
scritto da Isa71 alle 22:14 pretesti: soundtrack commenti: commenti (7) (popup) | commenti (7)
sabato, 22 settembre 2007
queenQueen - Somebody to love.

I Queen sono una delle "colonne" della colonna sonora della mia vita. Frase scontata, ma è così.
Me ne sono innamorata nel 1985, anno fondamentale per la mia educazione musicale. Uno dei dj della radio dove "lavoravo" (in realtà nessuno prendeva una lira, ma l'impegno che ci mettevamo era paragonabile a un'attività lavorativa) mi passò una cassettina con su registrato il primo Greatest Hits dei Queen. Ce l'ho ancora, quel nastro, semidistrutto da migliaia e migliaia di ascolti, con i titoli delle canzoni scritti ordinatamente con un pennarellino nero. Avevo già sentito parlare dei Queen, ma persa nel mio piccolo mondo da teen-ager duraniana (!!) non è che avessi prestato molta attenzione a quel tipo con i baffi che scorrazzava a torso nudo sul palco del Festival di Sanremo... ricordo benissimo di aver letto un'intervista col chitarrista dei Duran Duran, tale Andy Taylor, che affermava che il suo chitarrista preferito era un certo Brian May. "E chi è?" pensavo... poco tempo dopo avrei scoperto che era una delle "menti" dei Queen (a dire il vero c'è anche un'altra curiosa coincidenza: i batteristi di Duran Duran e Queen si chiamano Roger Taylor).
Ascoltai il nastro a casa mia, e quando Bohemian Rhapsody esplose dalle casse del mio impianto, credo di aver subito l'equivalente di un elettro-shock musicale. Tutto il resto o quasi fu annientato da quella musica così... unica.
Perchè la sostanza è quella. Che da quel momento i Queen sono stati una parte di me. Le loro canzoni sono legate a ricordi che sono stati e saranno sempre solo miei, nessun ricordo di storie d'amore, nessun ricordo di eventi particolari... Solo emozioni e storie mie. Perfino al loro concerto di "ritorno" nel 2005 ci sono andata da sola.
Sono miei, sono parte di me, i Queen sono io. E questa canzone in particolare, è una di quelle che amo di più...
"Are you ready, brothers and sisters?"

scritto da Isa71 alle 23:21 pretesti: soundtrack commenti: commenti (10) (popup) | commenti (10)
domenica, 16 settembre 2007
callasMaria Callas
2 dicembre 1923 - 16 settembre 1977

Il 16 settembre di trent'anni fa moriva a Parigi la Divina Maria Callas.
Ho conosciuto la Callas come donna, prima che come cantante, anche se  sentivo parlare spesso delle sue doti da mia madre e da mio zio, che era un grande appassionato di lirica. Mia madre preferiva Giulietta Simionato, se non ricordo male, ed a volte assistevo a scontri familiari degni della rivalità Coppi - Bartali, anche se le due cantanti erano in realtà amiche e hanno più volte cantato insieme.
Anni fa vidi in televisione un documentario sulla vita di questa donna straordinaria, e mi ha commosso moltissimo.
Questa persona incredibile, dotata di una voce che ha del soprannaturale, ha condotto una vita infelice, drammatica, che avrebbe potuto essere narrata in uno dei melodrammi che la vedevano protagonista.
Mi colpì il suo sguardo, che riusciva ad essere contemporaneamente fiero e malinconico, dolce ed aggressivo.
C'era sempre un'ombra di  tristezza nel fondo di quegli occhi scuri.
I suoi amori tormentati, prima per il marito Giovanni Battista Meneghini, e poi per Aristotele Onassis, segnarono la sua vita.
Si trasformò da grandissimo talento lirico racchiuso in un corpo goffo e sovrappeso in una donna sottile di grandissima eleganza, liberando nello stesso tempo le sue straordinarie doti di attrice, esaltate perfino dal suo amico Luchino Visconti, e facendone un'icona dello stile e della classe femminile, al pari della sua rivale Jacqueline Kennedy, divenuta moglie di Onassis che per lei lasciò, straziandola, proprio la Callas.
E a conclusione di una vita che con un luogo comune potremmo definire da romanzo, c'è la morte misteriosa, avvenuta trent'anni fa nella sua casa di Parigi, in solitudine, dopo aver allontanato da sè il mondo, dopo aver perso per sempre i suoi grandi amici Pasolini e Visconti, e il grande amore della sua vita, Aristotele Onassis.

Ecco due grandi esecuzioni della Callas. "La mamma morta", dall'Andrea Chenier di Giordano, un brano di una bellezza e di una poesia incredibili, che è stato anche utilizzato in una delle scene più note del film Philadelphia, con Tom Hanks. Sotto ho trascritto il testo, perchè leggere le parole ascoltando la voce di Maria Callas tocca profondamente il cuore...
Poi, "Vissi d'arte", da una straordinaria Tosca recitata al Covent Garden di Londra nel 1964, quando già si profilava il declino. L'interpretazione drammatica dell'attrice-Callas è incredibile, ed è un peccato che nel video non si vedano i momenti successivi, quando Tosca uccide Scarpia.


"Così fui sola! E intorno il nulla!
Fame e miseria! Il bisogno, il periglio!
Caddi malata, e Bersi, buona e pura,
di sua bellezza ha fatto un mercato,
un contratto per me!
Porto sventura a chi bene mi vuole!
Fu in quel dolore
che a me venne l'amor!
Voce piena d'armonia e dice:
"Vivi ancora! Io son la vita!
Ne' miei occhi è il tuo cielo!
Tu non sei sola!
Le lacrime tue io le raccolgo!
Io sto sul tuo cammino e ti sorreggo!
Sorridi e spera! Io son l'amore!
Tutto intorno è sangue e fango?
Io son divino! Io son l'oblio!
Io sono il dio che sovra il mondo
scendo da l'empireo, fa della terra
un ciel! Ah!
Io son l'amore, io son l'amor, l'amor"



scritto da Isa71 alle 11:49 pretesti: musica, soundtrack commenti: commenti (5) (popup) | commenti (5)
domenica, 09 settembre 2007
starlightThe Supermen Lovers - Starlight.



Ok. E prima i Led Zeppelin. E poi Stevie Ray Vaughan. Per non parlare di Chet Baker e di Nat King Cole.
Andando avanti così rischio di sembrare una che ascolta sempre solo ed esclusivamente musica "buona".
Quindi, sarà il caso di smentire questa leggenda metropolitana con una bella canzoncina leggera leggera, di quelle che l'unico effetto che producono è il piedino che tiene il tempo sotto la scrivania, o le dita che tamburellano sulla portiera dell'auto, quando si guida col finestrino aperto in una bella giornata di sole. Eccovi qua un gruppo che per quello che ne so (prego, smentitemi se avete notizie diverse) è stato una delle tante meteore della musica: i Supermen Lovers, con questa graziosissima "Starlight".
Il pezzo ha già qualche anno, eppure mi è rimasto in testa, vuoi per il video strampalato, vuoi per la melodia davvero orecchiabile, di quelle che mettono subito di buon umore appena uno sente le prime note.
Ecco, giusto per fischiettare mentre una fa le pulizie.
A volte nella vita servono anche canzoni così.
scritto da Isa71 alle 12:06 pretesti: soundtrack commenti: commenti (2) (popup) | commenti (2)
domenica, 02 settembre 2007
inside manSukhwinder Singh, Sapna Awasthi - Chaiyya Chaiyya



Stavolta niente abbinamenti fra una canzone e un ricordo particolare. Stavolta si tratta di  una folgorazione.
Il buio di una sala cinematografica, un film che inizia e ti trascina immediatamente nella storia con una sequenza iniziale magnifica, che si apre sullo sguardo gelido di Clive Owen che ti fissa negli occhi e ti spiega il chi, il dove, il cosa, il quando e il perchè, e prosegue in una serie di inquadrature asciutte di una New York multiforme che sta ancora facendo i conti con le ferite dell'11 settembre, il tutto scandito dalle note di un brano che è il ritratto di quella città: musica profondamente etnica e modernissima, dj indiani e rappers, grigio asciutto come pietra e metallo, e colori rossi, dorati e umidi di altri mondi lontani che strisciano sottopelle, gente comune e simboli di un potere inimmaginabile.
Il film è il bellissimo "Inside man" di Spike Lee. La canzone è "Chayya Chaiyya" di Sukhwinder Singh e Sapna Awasthi, e la sequenza d'inizio di Inside Man ve la potete gustare qui sotto.
Oggi sono breve, ho una rapina da fare...



"Il mio nome è Dalton Russel. Fate attenzione a quello che dico perché scelgo le parole con cura e non mi ripeto mai. Vi ho detto il mio nome, e questo è il Chi. Il Dove lo potremmo anche descrivere come la cella di una prigione, ma c'è una bella differenza fra trovarsi chiusi dentro una cella e trovarsi in prigione. Il Cosa è facile: ho realizzato un piano in questi giorni allo scopo di eseguire la rapina perfetta ad una banca. Che è anche il Quando. Riguardo al Perché: a parte le ovvie motivazioni economiche, è estremamente semplice... perché lo so fare. Ci resta solo il Come da svelare. Ed è qui - il grande Bardo direbbe - che c'è l'intoppo."
scritto da Isa71 alle 11:28 pretesti: soundtrack commenti: commenti (3) (popup) | commenti (3)
domenica, 26 agosto 2007
flamingFlaming Lips - Mr. Ambulance Driver



Ecco un'altra perla consigliatami da uno dei miei oramai innumerevoli Spacciatori Ufficiali di Musica (si sono moltiplicati recentemente e so già che le mie finanze ne faranno le spese...).
I Flaming Lips sono un gruppo decisamente creativo e un tantinello stravagante, ma sono capaci di comporre delle splendide cose cose come questa "Mr. Ambulance Driver", che mi è rimasta in testa fin dal primo ascolto.
Tutto l'album "At war with the Mystics" vale comunque la pena di essere ascoltato...
Visto il titolo della canzone, stavolta mi permetto di fare una piccola dedica a tutti gli "ambulance drivers" (e a tutti quelli che lavorano sopra e tutto intorno alle ambulanze) con cui ho avuto il privilegio di lavorare per tre mesi. Persone speciali che dedicano una bella fetta della loro vita a prendersi cura degli altri in momenti drammatici. Grazie ragazzi.
scritto da Isa71 alle 12:27 pretesti: soundtrack commenti: commenti (4) (popup) | commenti (4)
domenica, 19 agosto 2007
sealSeal - Love's Divine



E' che è una bellissima canzone, come praticamente tutte quelle che iniziano con un rumore di pioggia e tuoni.
E' che di nuovo, dove c'è il cd di Seal, sulla mensola dei miei dischi, c'è seduto anche il ricordo di un amico con cui ho riso e rido ancora tanto.
E' che mi riporta a un periodo in cui non sapevo bene cosa fare, come farlo, e neanche dove andare, e mi sono lasciata trasportare dalla corrente, giusto per vedere come andava a finire.
Ed è finita bene. Anzi no. E' stata una fine ed un inizio, come è sempre dopo ogni conclusione.
Dovreste provare a sentire questo pezzo in auto, un giorno che piove e non sapete bene dove sbattere la testa. Vi farà bene.
scritto da Isa71 alle 12:38 pretesti: soundtrack commenti: commenti (9) (popup) | commenti (9)
domenica, 12 agosto 2007
rock the boatHues corporation - Rock the boat



Ok, è la settimana di Ferragosto. Siete praticamente tutti in ferie a rosolarvi al sole, quindi, rilassiamoci, molliamo la musica "impegnativa" e godiamoci qualcosa da gomitino fuori dal finestrino dell'auto!
Ovviamente, vabbè rilassarsi, ma mica vorremo sentire una di quelle cialtronate da sagra paesana finto-tropicali che sparano alla radio di questi tempi?? Giammai!
Quindi, vado a recuperare un bel classicone anni '70, "Rock the boat" degli Hues Corporation, che ha quella bella aria allegra, spensierata, con quelle voci black così melodiche come se ne sentono ormai pochissime. Viene quasi voglia di ballarla in una sera d'estate, con un vestito a fiori e qualcuno molto carino che ti prende per mano...
Roba da fischiettare per tutto il tempo, si. "Our love is like a ship on the ocean, we've been sailing with a cargo full of love and devotion..."
E mi fa anche venire in mente il mio film preferito, "Carlito's way", che ha una colonna sonora da urlo. Carlito è nel club che ha preso in gestione, osserva il suo mondo, che sta cercando di far fruttare più che puoi per scappare da lì e rifarsi una vita, ed arriva quello che sarà il suo peggior nemico, Bennie Blanco dal Bronx, che arriva quasi camminando a tempo di questa canzone, nel suo bel completino rosso, autoproclamatosi erede della leggenda Carlito...

carlito
scritto da Isa71 alle 15:19 pretesti: soundtrack commenti: commenti (3) (popup) | commenti (3)
sabato, 04 agosto 2007
srvStevie Ray Vaughan - Little Wing.



Ricordo di averlo visto apparire in un video su quella che un tempo era Videomusic, ed ora è divenuta MTV, era il 1984 o giù di lì, e c'era ancora la possibilità di vedere un video con della bella musica.
Avevo più o meno 13 anni, e in quel momento, per me che ero cresciuta con la radio accesa, quella era una novità incredibile. Divoravo ore di Videomusic, e “Discoring” e “Pop Corn”... Fra i tanti primordiali video che si vedevano, ce n'era uno che mi aveva colpita in modo particolare. C'era un chitarrista con un cappellaccio, pareva un po' uno zingaro, e suonava con la sua band sotto un temporale che più finto non si poteva, però l'acqua addosso gliela scrosciavano davvero, a quel poveraccio. E lui suonava, e cantava con voce secca e graffiante che “non poteva sopportare il tempo”.
Era Stevie Ray Vaughan. E' rimasto lì, cementato nel cervello, ricorrente, caro come ogni ricordo d'infanzia. L'ho ritrovato anni dopo, Stevie Ray, quando ho iniziato a capire qualcosa di più del blues e di come una chitarra può accarezzarti o piantarti le dita nella carne e nel dolore.
Un giorno, non ricordo come e quando, ho sentito Little Wing di Hendrix suonata da Vaughan. E per me c'è stata sempre e solo quella versione, con tutto il rispetto per Jimi che tanto ci ha dato. Non ho i mezzi, non ho le parole per descrivere com'è, cos'è questa versione di Little Wing. Ho solo il rispettoso silenzio che si deve alle opere d'arte.
Una sera, stavo preparando una cena per degli amici, e mi sono trovata in una di quelle fasi di pausa, quando devi aspettare che il forno si scaldi o che il pane si tosti, per intenderci. Mi sono versata del vino rosso in un bicchiere come si deve, e mi sono appoggiata al bancone della mia cucina contemplando con soddisfazione la mia opera gastronomica, e d'improvviso, tra la musica che avevo in sottofondo, parte Little Wing. In quel momento ho avuto l'esatta percezione di quanto la vita possa essere qualcosa di meraviglioso, di completo e rotondo: gli amici in arrivo, il cibo, il vino sulle labbra e Stevie che suona, suona, suona... e riempie ogni minuscolo vuoto che ho dentro.
scritto da Isa71 alle 15:42 pretesti: soundtrack commenti: commenti (7) (popup) | commenti (7)
sabato, 28 luglio 2007
fatboy slimFatboy Slim – Right here, right now.



Ecco, se vale il detto “dimmi cosa ascolti e ti dirò chi sei", direi che qui incomincia a delinearsi il quadro di una persona che ha un gran casino nella testa, oltre che sulla sua mensola dei CD!
Cosa c'entra Chet Baker con Fatboy Slim?!
C'è stato un periodo in cui ho un po' mollato la tipica formazione “chitarra-basso-batteria” del rock, e mi sono immersa in qualche suono un po' differente. Drum'n'bass, trip hop, jungle, cose del genere. Ho iniziato ad ascoltare un po' di Bjork, Prodigy, Chemical Brothers, Portishead, Massive Attack, perfino qualcosa di Aphex Twin (ho riguardato il video mentre scrivevo il post. È preoccupante).
Era un mondo tutto nuovo, per me... ma poi col tempo i gusti cambiano, e di quel periodo mi sono portata dietro, come sempre mi accade, le cose che alla fine ho sentito veramente “mie”. Fra queste, ci sono vari pezzi di Fatboy Slim.
A dire il vero le mie orecchie avevano già incontrato Fatboy Slim quando era ancora Norman Cook (o forse non era nemmeno Norman Cook: ha cambiato più nomi lui che Prince) e militava negli Housemartins, interpreti di un pezzo che adoro tuttora, Caravan of love, tanto che posso pure cantarvi il ritornello a mente ...telefonatemi, se non ci credete, ma vi avviso che sono stonata come una campana!
Orbene, questo pezzo di Fatboy Slim, "Right here, right now" mi piace ancora da matti. Non lo sento nemmeno invecchiare come tanti brani elettronici dell'epoca. Quel bell'avvio in crescendo, e poi giù incalzante, carico, energico come pochi. Ed in più, aveva anche un videoclip ben fatto, molto creativo. Vi metto il link perchè merita di essere visto: Right here, right now: il video .
E già che ci sono, vi lascio i link di altri due video di Fatboy Slim che mi sono sempre piaciuti moltissimo: Weapon of choice, con un meraviglioso Christopher Walken ballerino, e Praise you.

(Attenzione: Questo post è pieno di link... Buon divertimento! )
scritto da Isa71 alle 13:24 pretesti: soundtrack commenti: commenti (7) (popup) | commenti (7)
sabato, 21 luglio 2007
chet Chet Baker - Almost Blue.



Si incontrano persone, a decine, a migliaia, in una vita.
Alcune lasciano segni profondissimi, altre scompaiono semplicemente, colano via come le gocce di pioggia su un vetro, mentre noi siamo intenti a guardare il paesaggio là fuori. Di altre restano tracce, restano segni, cose, che ci portiamo dietro ed ogni volta che ce li troviamo davanti pensiamo “Ecco, questo me l'ha lasciato lui, o lei”. E proviamo magari gratitudine, se il loro segno è qualcosa di bello, che ci ha comunque arricchito. E il pensiero che rivolgeremo a quella persona sarà accompagnato da un sorriso, e a una piccola fitta, appena percettibile, di nostalgia.
Almost Blue
di Chet Baker è uno di questi segni, per me. Una delle piccole cose che mi ha lasciato una persona anni fa. Insieme ad un bel po' di altra musica, un sacco di risate, immagini...
Io gli ho lasciato il libro (molto bello) con lo stesso titolo scritto da Carlo Lucarelli. E spero anche una manciata di buoni ricordi che ogni tanto rinnoviamo.
Non so quasi niente di jazz, ronzo intorno a questo genere con curiosità e una certa dose di deferenza... Ho spesso la sensazione di non essere ancora pronta per il jazz, forse. Però Chet Baker è rimasto nell'aria, intorno a me, e a volte mi manca...

"Il suono del disco che cade sul piatto è un sospiro veloce, che sa appena un po' di polvere. Quello del braccio che si stacca dalla forcella è un singhiozzo trattenuto, come uno schioccare di lingua, ma non umido, secco. Una lingua di plastica. La puntina, strisciando nel solco, sibila pianissimo e scricchiola, una o due volte. Poi arriva il piano e sembrano gocce di un rubinetto chiuso male e il contrabbasso, come il ronzio di un moscone contro il vetro chiuso di una finestra, e dopo la voce velata di Chet Baker, che inizia a cantare 'Almost Blue'.
A starci attenti, molto attenti, si può sentire anche quando prende fiato e stacca le labbra sulla prima
a di almost, così chiusa e modulata da sembrare una lunga o. Al-most-blue... con due pause in mezzo, due respiri sospesi da cui si capisce, si sente che sta tenendo gli occhi chiusi.
Per questo mi piace 'Almost Blue'. Perchè è una canzone che si canta a occhi chiusi."

Carlo Lucarelli - Almost Blue – 1997 – Einaudi Editore.
scritto da Isa71 alle 22:51 pretesti: soundtrack commenti: commenti (5) (popup) | commenti (5)
sabato, 14 luglio 2007
led zepLed Zeppelin - Dazed and confused.



Ora, io non starò qui a scrivere chi sono i Led Zeppelin e cosa hanno fatto in vita loro. Di sicuro lo sapete, e se non lo sapete, peggio per voi!
Io posso dirvi che questo è uno di quei gruppi che ogni tanto torna a far capolino nella mia esistenza, ricorrente, a intervalli precisi di tempo. Non so come mai capita, ma succede, e ora sono in piena fase "Led Zep". In parte in questo momento credo che sia una naturale reazione (di tipo allergico) all'estate, che si porta dietro le canzonette simil-tropical-latino-americane-ballerecce-tutti-in-gruppo-come-le-pecore, cosa  che sopporto veramente poco, e che mi fa venire un urgente bisogno di Rock e di chitarre e di voci torbide e graffianti.
Cosa meglio dei Led Zeppelin quindi? Questa canzone, poi, ha un titolo che descrive bene una delle mie condizioni più frequenti negli ultimi tempi, e cioè essere "dazed and confused", un qualcosa fra lo svagato e il confuso... smarrita, forse.
E poi c'è l'indicibile carica erotica dei Led Zeppelin, e di quella demoniaca combinazione fra la voce di Robert Plant e la chitarra d Jimmy Page. In pochi riescono a infilarsi in maniera così affilata in certi pensieri, a volte delicati come una carezza, altre sadici come una frustata.
Un grido dentro la carne, ecco cosa sono i Led Zeppelin.
scritto da Isa71 alle 18:30 pretesti: soundtrack commenti: commenti (11) (popup) | commenti (11)
domenica, 08 luglio 2007
Nat King Cole – Quizas Quizas Quizas



Ho riscoperto questa canzone nel bel film “In the mood for love”, romantico e rarefatto, di Wong Kar-Wai.
In effetti sono sempre stata appassionata di queste vecchie canzoni romantiche, Nat King Cole, Tony Bennett o Sinatra che siano, hanno sempre un gran fascino su di me.
Odorano di donne eleganti, che indossano sempre gonne aderenti, scarpe col tacco e rossetti scarlatti sempre impeccabili, di uomini affascinanti, di città bagnate di pioggia nel cuore della notte, e di passioni brucianti, proprio come quella che “non” si consuma fra i due protagonisti del film.
E' anche curioso ascoltare Nat King Cole fare da sottofondo in un film orientale, dove si giocano partite di mahjong e l'attrice Maggie Cheung appare fasciata in splendidi abiti ricamati in stile cinese. Nel film si ascolta anche un'altra bellissima canzone eseguita da Cole, “Te quiero dijiste”, l'ho recuperata nella versione di Lisa Ono, ma ve la faccio ascoltare comunque.
 
scritto da Isa71 alle 15:43 pretesti: soundtrack commenti: commenti (7) (popup) | commenti (7)
sabato, 30 giugno 2007
lilac wineJeff Buckley - Lilac wine.



Lilac wine” è un pezzo scritto negli anni '60 da James Shelton. Lo so perchè l'ho letto su Wikipedia poco prima di scrivere questo post. Nel 1966 il pezzo fu inciso da Nina Simone, ed in seguito anche da qualche altra artista, tra cui tale Elkie Brooks, Katie Melua, Eartha Kitt. Su Wikipedia c'era scritto anche questo. Poi c'è Jeff Buckley.
Ho sentito parlare a lungo di Jeff Buckley, da molti, ed in svariati modi e contesti, ma sempre con profonda ammirazione per il suo tristemente breve lavoro. Avevo sentito qualche pezzo, qua e là, ma non mi ero mai messa ad ascoltarlo come si deve.
A volte sono pigra, ho bisogno di una spinta robusta o di un caso della vita che mi faccia “inciampolare” su un musicista o su una canzone, anche perchè ho la ferma convinzione che sarà la musica a trovarti quando sarà il momento giusto.
scritto da Isa71 alle 21:26 pretesti: musica, soundtrack commenti: commenti (2) (popup) | commenti (2)
domenica, 24 giugno 2007

ben e. kingBen E. King – Stand by me.


Ci sono canzoni belle, ci sono canzoni brutte. Ci sono canzoni che restano nella storia, ed altre che durano il tempo di finire un gelato sotto l'ombrellone. Poi ci sono le canzoni perfette. Quelle rare piccole canzoni che semplicemente non hanno difetti, è quasi come se si fossero composte da sole, come se arrivassero da un luogo ignoto e misterioso dove il compositore va a pescarle, senza far altro, senza aggiungere niente alla loro innata perfezione. Sono le canzoni che arrivano dritte al cuore, senza intermediari.
Quando mi chiedono quale sia la mia canzone preferita, rispondo senza esitazioni che è “
Stand by me”, rigorosamente nella versione di Ben E. King (non se ne dispiacciano i fan di John Lennon, autore di una sua dignitosa versione, o gli ammiratori di Celentano, che la tradusse in “Pregherò”).
E' una canzone perfetta, tutto lì.

scritto da Isa71 alle 11:31 pretesti: musica, soundtrack commenti: commenti (2) (popup) | commenti (2)
domenica, 17 giugno 2007
Magari non ci avete fatto caso, vista la piccola rivoluzione grafica subita da questo blog degli ultimi giorni, ma lì a destra è apparsa una colonna di canzoni che potrete ascoltare, giusto per allietare un po' il vostro soggiorno da queste parti... Ovvio che siano pezzi a cui sono legata in qualche modo, anche se alcuni di essi mantengono ancora intatta una delle doti più belle: sono canzoni e basta. Niente ricordi, niente legami, niente viaggi mentali durante l'ascolto. Solo puro piacere.
Ve le voglio raccontare un po' queste canzoni...

communiquèDire Straits - News

Il mio rapporto con il signor Mark Knopfler da Glasgow va avanti ormai dalla bellezza di ventidue anni. Più di molti matrimoni, più di molte amicizie. Fui folgorata dal suo tocco quando, allora quattordicenne persa per i Duran Duran, fui costretta da un amico ad ascoltare Bob Dylan "perchè devi assolutamente". Durante l'ascolto di "Jokerman", vengo colpita dal suono della chitarra. "Chi è che suona la chitarra?" chiedo all'amico. "Mark Knopfler" risponde lui, un tantino spazientito dal mio distrarmi da Bob. "Chi??" chiedo ancora perplessa da quella specie di codice fiscale impronunciabile.
scritto da Isa71 alle 12:45 pretesti: musica, soundtrack commenti: commenti (9) (popup) | commenti (9)