martedì, 31 marzo 2009
pane...E siccome non ho il pene, non può darmi neanche il pane, e quindi devo farmelo da me. Il pane, non il pene.
Mi è venuto lo sghiribizzo di fare il pane in casa. E senza la macchina per il pane che tanto va di moda.
Giorni fa ci ho provato con una banalissima lievitazione con lievito di birra, robetta da principianti. Il pane non era male, ma sapeva di lievito e il giorno dopo era flaccido. Cosa che accomuna il mio pane al pene senza allegria, e infatti anche il mio pane non era allegro.
Quindi mi sono detta: "Ma che diamine! Sii impavida e prepara il lievito madre!"
Tremano i polsi solo all'idea: LIEVITO MADRE. Una volta il lievito di birra non c'era, e quindi si doveva preparare un lievito casalingo e senza chimica se non quella, geniale, della natura. Ho cercato su internet, e da venerdì ho lanciato la mia sfida al mondo della lievitazione!
Ora ho tre impasti: il lievito A, il primogenito, che appare un po' pigro, fa le bolle ma non vuole aumentare molto di volume. Il secondogenito, B, che appare assai più visto, e stasera si bullava del suo gonfiarsi più del fratello, scoppiando anche alcune bollicine. Infine è arrivato C, figlio di un processo del tutto diverso, che pare muovere ora i primi passi ed emettere i primi vagiti... ehm... scusate, le prime bollicine.
La cassiera del supermercato quando mi ha vista arrivare oggi con quattro kg di farina tipo 0 e uno di manitoba, deve avermi presa per pazza.
Dopodomani potrò usare il primo lievito, A, per la pagnottella di prova. Non vedo l'ora!
scritto da Isa71 alle 21:37 pretesti: donne, arte, cucina, buonumore commenti: commenti (2) (popup) | commenti (2)
lunedì, 23 marzo 2009
audreyCredo che ormai siamo tutte contagiate, noi ragazze (e col termine ragazze, includo anche le over-quaranta-quasi-cinquantenni) dalla sindrome di Audrey. Tolte alcune inevitabili maschiacce (ma che magari nascondono un cuore di burro), ci basta un tubino nero o un accessorio très Givenchy per sentirci Audrey per un attimo.
Stamani passeggiavo oziosamente al mercato del mio paese, quando un delizioso tubino turchese di raso mi ha sorriso. Educatamente ho risposto al sorriso e mi sono informata su taglia e prezzo. La taglia ahimè non c'era, e così ho preso in considerazione un altro colore (e ovviamente no, non ho preso in considerazione l'idea di non comprarlo) e la scelta è stata inevitabile: nero, così elegante e sexy, sobrio e chic. E così tanto Audrey! Mentre pagavo ho anche fatto mente locale sui possibili abbinamenti con scarpe e borse, gongolando per aver trovato un abito carino a 20 euro da mettere con i sandali da 120 (notate la fine citazione da Sex and the City, caposaldo N° 2 della giovane donna).
Risalendo per un altro po' la strada, ecco che vengo folgorata di nuovo: è lui!
Un meraviglioso cappello di paglia a tesa larga, bianco e nero. E come faccio a non prenderlo? La ragazza del banco me lo fa provare ed esclama: "Con quegli occhiali così anni '50 sembri tanto Audrey Hepburn!! Ce l'hai un tubino nero? Sarebbe perfetto!"
Là. Affare fatto, manco a dirlo.  E ancora mi stupisco della contemporaneità dei pensieri delle donne...
scritto da Isa71 alle 22:08 pretesti: donne, cinema, arte, scarpe, buonumore commenti: commenti (7) (popup) | commenti (7)
domenica, 22 marzo 2009
 


Ci stavo ripensando in questi giorni, leggendo i giornali... chissà perchè. Oh, a proposito, poi ho ovviamente riguardato il film!
scritto da Isa71 alle 20:45 pretesti: politica, cinema, incazzatura, buonumore commenti: commenti (2) (popup) | commenti (2)
mercoledì, 18 marzo 2009
A volte capita di essere immersi totalmente nella magia.
Delle pietre antiche.
Delle mura medievali.
Delle case museo di Conti Antiquari.
Del sole primaverile inaspettato.
Dello sguardo pieno d'amore di un uomo.
Dei riflessi sull'acqua.
Dell'angolo di strada più affascinante che c'è in una sera di quasi primavera.

scritto da Isa71 alle 22:08 pretesti: viaggi, amore, donne, arte, uomini, emozioni, buonumore commenti: commenti (3) (popup) | commenti (3)
giovedì, 12 marzo 2009
valigiaOk.
Io ora finisco di preparare la valigia (piccola) e poi domattina... brum brum brum.
Via.
Vado dall'uomo che amo.
Voi fate i bravi.
Io farò la pigra e la coccolosa.
Ci sentiamo la prossima settimana, dopo il trauma del rientro al lavoro...
scritto da Isa71 alle 21:54 pretesti: viaggi, amore, donne, uomini, buonumore commenti: commenti (3) (popup) | commenti (3)
domenica, 08 marzo 2009
ufficioLavorare con il pubblico può essere fastidioso, lo ammetto: ognuno ha il suo carattere, le sue esigenze, e di solito non corrispondono neanche lontanamente con quello che offre il servizio.
Però c'è anche da dire che il contatto diretto col pubblico offre spunti d'ilarità non indifferenti.
Non so come mai succeda, ma quando una persona si rivolge ad un bancone di front office, subisce delle mutazioni bizzarre per cui diventa improvvisamente difficile, se non impossibile:

1) formulare richieste chiare e comprensibili;
2) esprimersi in una lingua nota;
3) avere certezze sulla propria esistenza in modo da poter rispondere ad alcune semplici domande (tipo:"Come si chiama?", "Dove abita?")

Quindi, dopo quasi un anno e mezzo di lavoro allo sportello, non dovrei più stupirmi se qualcuno, alla domanda "Potrebbe dirmi il suo nome e cognome, per favore" risponde "Rossi! Gliel'ho detto prima no?"
"Si, ok, e quello è il cognome... ma di nome?"
"Aaah. Rossi."

scritto da Isa71 alle 12:41 pretesti: lavoro, surrealismo, buonumore commenti: commenti (3) (popup) | commenti (3)
venerdì, 06 marzo 2009
soleForse dovrei togliere la canzone del Carnevale di Viareggio come suoneria.
Forse dovrei andare a dormire. Forse potrei finire quel libro che mi trascino dietro da un po'. Non che non mi piaccia, ma è che ho sempre la testa piena di cose che fanno rumore.
Forse dovrei scrivere un bel post, magari sul mio nuovo ufficio fighissimo, col marmo e il legno e il mega bar.
Forse mi faccio un tè, e ricomincio da domani. Se non c'è il sole.
perchè se ci sarà il sole, uscirò!
scritto da Isa71 alle 21:54 pretesti: filosofia, surrealismo, inutilità fatta post commenti: commenti (3) (popup) | commenti (3)
lunedì, 02 marzo 2009
Dunque: ho arrostito il maialino di Tele2, a favore della secca Alice, rapida e di poche parole.
Ho preso l'influenza, son tornata al lavoro, domani comprerò la lavatrice nuova MA non ristrutturerò la casa perchè mi pare un filo eccessivo, ho guardato i fuochi artificiali per ben due volte in quindici giorni stretta all'uomo che amo, e mi sono iscritta a Facebook ieri e mi sono già annoiata oggi.
Mi sento come ci fossi stata io dentro la lavatrice.
Confido nel tasto "stira facile".
scritto da Isa71 alle 22:31 pretesti: filosofia, surrealismo, inutilità fatta post commenti: commenti (4) (popup) | commenti (4)