venerdì, 30 gennaio 2009

 

Che alla fine negli anni ‘80 c’erano anche alcune belle canzoni. Con una loro eleganza, come questa.

E anche se non vi piace e la trovate superficiale, è lo stesso. Perchè per me, invece, è legata a un sacco di ricordi.

Ciao Mike Francis.

scritto da Isa71 alle 18:15 pretesti: parole, pensieri, musica, emozioni commenti: commenti (6) (popup) | commenti (6)
martedì, 27 gennaio 2009
carro


Sabato sera passeggiavo in Piazza Bra, a Verona. C'era parecchia animazione: la pista di pattinaggio, le maschere del Carnevale, gruppi di musicisti tedeschi a suonare alla Gran Guardia. Un sabato sera di città.
Da un lato della piazza, ho visto un vagone ferroviario molto vecchio. L'uomo che amo mi ha spiegato che è un vagone che viene esposto ogni anno in occasione della Giornata della Memoria, che ricorda le vittime della Shoah. Non ne avevo mai visto uno.
Di per sè, è un vagone rugginoso.
Quello che si nota subito, è la scritta su uno dei fianchi.
54 Stucke. Se il mio tedesco mi assiste, vuol dire "54 pezzi". A fianco, una stella a sei punte scarabocchiata.
54 pezzi. Non persone. Non uomini, nè donne, nè bambini. Pezzi. Cose. Che infatti non hanno neanche bisogno di respirare, visto che l'unico "finestrino" è una fessura minuscola in alto, debitamente coperta dal filo spinato.
C'erano in piazza persone che lasciavano fiori tra le ruote e gli ingranaggi del vagone. Fiori, e lumini e foto di cari deportati nei campi di sterminio. Come si fa con i drammi appena accaduti, gli incidenti stradali di ieri, gli attentati o le calamità naturali dell'inverno.
Se sfiori appena la ruggine di quel carro, non puoi negare, non puoi non ricordare, non puoi far finta di non sapere.
Non puoi accettare che la tragedia di ieri diventi il seme di nuove tragedie, in nessun angolo del mondo. In Germania, in Italia, in Israele, in Palestina, in Iraq, in Bosnia.
Nessun uomo si merita di essere un pezzo.
scritto da Isa71 alle 11:17 pretesti: pensieri, politica, donne, uomini, dolore, emozioni, incazzatura commenti: commenti (2) (popup) | commenti (2)
venerdì, 23 gennaio 2009
ctaenaLo faccio solo perchè Camuciolo, che è una mia amica, mi ha "nominata" per questo giochetto, e quindi prendetevela con lei!!

E siccome il giochino prevede che io ceda l'arduo compito ad altri tre bloggers... io giro l'invito a:


xthepunisher
strega29
idiotaignorante


TIE'!

*ADESSO*

sono: in camera mia, ascoltando Radio Monte Carlo
voglio: un orologio nuovo
desidero: mica tante cose...
sento: con le orecchie la musica, con l'anima il bisogno di serenità
cerco: la serenità, oppure l'orologio di cui sopra :-)
piango: di recente ho pianto di sollievo e felicità
dovrei: essere meno egoista

* SI O NO*

tieni un diario: non adesso
ti piace cucinare: moltissimo
hai un segreto che non conosce nessuno: si
ti mangi le unghie: no
credi nell'amore: si
ti vorresti sposare: non è una necessità primaria, ma se dovesse succedere...
ti sei mai tatuato: no
ti fai delle paranoie sulla tua salute?: a vagoni
ti senti bene in compagnia dei tuoi genitori?: si
ti piacciono le tempeste?:  si, sul mare poi sono bellissime

* SE FOSSI *

se fossi un mese sarei: giugno
se fossi una stagione sarei: primavera
se fossi un giorno della settimana sarei: venerdì
se fossi un vino sarei: un piemontese robusto, tipo il nebbiolo
se fossi un colore sarei: il blu
se fossi un numero sarei: 7
se fossi un albero sarei: un liquidambar
se fossi un frutto sarei: una ciliegia
se fossi un fiore sarei: una gardenia
se fossi un animale sarei: un gatto
se fossi una calzatura sarei: una decolletè rossa
se fossi un capo di abbigliamento sarei: un paio jeans
se fossi una materia prima sarei: pietra
se fossi un mobile sarei: un letto
se fossi uno sport sarei: pallavolo
 
* NELL’ULTIMA SETTIMANA *

hai pianto?  no
hai aiutato qualcuno? sì
hai comprato qualcosa? si
ti sei ammalato?  no
sei andato al cinema? no
sei andato al ristorante? no
hai scritto una lettera? due
hai parlato con il tuo ex? no
ti è mancato qualcuno? si
hai abbracciato qualcuno? si
hai litigato con i tuoi genitori? no
hai litigato con un amico? no
scritto da Isa71 alle 11:34 pretesti: surrealismo, buonumore, inutilità fatta post commenti: commenti (2) (popup) | commenti (2)
venerdì, 16 gennaio 2009

E così si volta pagina. Un anno in più, e un cambiamento radicale. Niente più lavoro pendolare.

Niente più 90 km al giorno per guadagnarsi la pagnotta.

E, pare o almeno si spera, un ambiente di lavoro decisamente migliore. Se non dal punto di vista umano (sto scoprendo che la propensione alla lite negli enti pubblici è smodata), almeno da quello ambientale.

Ho timbrato il cartellino oggi, per la prima volta, in quello che a quanto pare è Il Posto Di Lavoro Definitivo. Ed è una bella sensazione, nel giorno del proprio compleanno. Mi hanno pure regalato un cioccolatino, e fatto gli auguri anche se mi avevano conosciuto da pochi minuti.

Mi porto dietro un anno che è stato quasi come fare il militare, al lavoro contando i giorni per andarmene, e tenendo duro con le mie due colleghe che sono le uniche o quasi che mi mancheranno.

Ma ora è andata, finita, si volta pagina. A 38 anni, mi merito la mia serenità.

 

scritto da Isa71 alle 21:34 pretesti: pensieri, donne, lavoro, uomini, buonumore commenti: commenti (4) (popup) | commenti (4)
mercoledì, 14 gennaio 2009

 

"Caro House, è inutile che tu sgrani gli occhioni blu, ce l'ho con te."




"Sentiamo, che avrei fatto?"

"Beh, sei tornato, e fin qui va bene, anzi, sono contenta. Ma domenica scorsa, beh... é stato un episodio crudele e mi hai fatta piangere!"



"Tutto qui?"

"Si! Ti sembra poco??"



"Attenzione! Donna con sindrome premestruale marcata in circolazione! Fuggite finchè potete!"



"Sto scherzando ovviamente. Non me ne può fregare di meno di te e delle tue lacrimucce davanti alla tv. E ora vedi di trovarmi un caffè. Buono, magari."



"Donnetta patetica..."
scritto da Isa71 alle 16:05 pretesti: chiamatemi house commenti: commenti (3) (popup) | commenti (3)
giovedì, 08 gennaio 2009
Ricordo la mattina, quando facevo colazione prima di andare a scuola, alle elemntari, mia mamma cuciva le scarpe, chilometri di trapunte su scarpe di camoscio che non poteva permettersi, l'orologio col cucù rotto che però era carino, e la vecchia radio rifinita in finto legno, con la manopola fissa su Radio Montecarlo, e Luisella Berrino che annunciava questa canzone...
Questo è il mio ricordo di Fabrizio De Andrè.
Ho capito davvero solo anni dopo.


...perchè l'amore ha l'amore come solo argomento.

(F. De Andrè - Dolcenera)
scritto da Isa71 alle 20:35 pretesti: parole, pensieri, musica, amore, ricordi, arte, emozioni, amico commenti: commenti (4) (popup) | commenti (4)