
La sala d'aspetta è sobria, moderna. Un divanetto blu e alcune poltroncine nere. Al centro, un tavolino da fumo di ebano e marmo bianco. Sul tavolo da fumo c'è un grosso posacenere di cristallo. Sul muro, il cartello "Vietato fumare."
Una ragazza ciarla al cellulare che continua a squillare ininterrottamente. Un uomo commenta fra sè le notizie che la radio diffonde nella saletta. Vorrebbe attaccare discorso con questi argomenti, probabilmente.
Io sto seduta, con una mano reggo la cartella con i vecchi referti e con l'altra una bottiglietta d'acqua da cui bevo sorsi regolari. Neanche per riempire la vescica per l'ecografia che mi accingo a fare, quanto per la gola secca.
Ho paura.
Terrore, denso e colloso, che scende dalla gola fino alle ginocchia. Il cuore va a mille mentre cerco di ripetermi che devo stare calma, che tutto andrà bene e se non andrà bene troverò una soluzione, perchè io la trovo sempre una soluzione. Perchè io sono forte. Perchè io posso scalare ogni montagna. Perchè io mi sto cagando sotto e al dopo non ci voglio neanche pensare.
Se il medico non mi chiama credo che mi verrà un infarto e allora non dovrò più preoccuparmi di nulla.
Mi chiama.
Entro.
Dopo un breve colloquio, mi fa stendere sul lettino e inizia l'esame.
Va tutto bene.
Non c'è niente.
Tutto nella norma, signora, può rivestirsi.
Respiro.
Respiro.
Respiro.
Mi sento bene in un modo che non si può immaginare se non lo si prova.
Questa mezz'ora di panico si ripete nella mia vita da anni, ormai, con regolare cadenza annuale. E' la mia ecografia di controllo per il seno.
Mia madre è morta per un cancro al seno sei anni fa, e mi ha fatto giurare che mi sarei controllata ogni anno, sempre.
Io ho visto giorno dopo giorno com'è morta mia madre, un po' alla volta. Quando fu diagnosticato, il suo tumore, non credo che esistessero nemmeno, le ecografie.
Adesso esistono, e sono strumenti diagnostici meravigliosi: indolori, innocui, semplici e chiarissimi.
La mia mezz'ora di terrore mi consente di dormire serena e di sapere che se mai quella bestiolina infida che è il tumore al seno, dovesse mai apparire dalle mie parti, io lo scoprirò presto e lo sconfiggerò e non morirò in mezzo a sofferenze atroci, come mia madre, e come decine di donne che non fanno mai controlli perchè "a me non accadrà mai", perchè "ah no io non ci vado, ho troppa paura" e così via.
Mezz'ora di terrore in una sala d'aspetto sono niente a confronto dell'orrore in cui potreste cadere poi...
Quindi, amiche mie, alzate le chiappe e prenotate il vostro controllo annuale: sono 36,15 euro di ticket, meno del reggiseno strafigo che rischiate di non poter più indossare.
E dopo, autopalpazione mensile: imparate a conoscere il vostro seno, e ne noterete ogni minima modifica. E ancora: mammografia dopo i 40 - 45 anni, e dopo i 45 è totalmente gratis ogni due anni, chiedetelo alla vostra ASL.
Fatelo, ve ne prego.
E se a leggere questo sono gli uomini, imponetelo alle donne della vostra vita, se volete averle al vostro fianco per lunghi anni felici.
Un llink utile:
AIRC - Cos'è il tumore al seno