"Noi non vogliamo razze di cani stranieri". E' l'ultima sparata del vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini. Parlando in occasione della presentazione delle unità cinofile del Corpo Forestale, in piazza dei Signori, lo Sceriffo anti-immigrati stavolta se l'è presa con il meticciato dei nostri amici a quattro zampe: ok al lupo italiano, una razza nata alla fine degli anni Sessanta, al bando pechinesi, chihuahua, labrador, husky e tutto quanto suoni "esotico". Anche se si chiama Fido e non Mohamed.In piazza dei Signori era in corso un'esibizione del Corpo forestale che presentava le unità cinofile per il recupero di animali di specie estinte. Si tratta di cani di una razza chiamata "lupo italiano", creata negli anni Sessanta. Cani che piacciono a Gentilini: "Questi sì che vanno bene, sono gli animali dei nostri progenitori. Dobbiamo dire no, invece - ha proseguito il vicesindaco di Treviso - a quei cani stranieri che non sono rispettosi dell'ecoflora nostrana e del nostro ambiente".
Gentilini non è nuovo a sparate contro gli stranieri, in particolare gli immigrati islamici. Ma è la prima volta in assoluto che se la prende con i cani "meticci" o di razze estere, anche se in passato era già stato protagonista di una memorabile battaglia contro le cacche dei quattro zampe. (da La Tribuna di Treviso del 29 maggio)
Ecco. Stamani, ascoltando la radio, scopro che secondo quel mattacchione di Gentilini, anche il mio Lester, di razza Epagneul Breton, è un cane che andrebbe espulso dal sacro suolo italico.
E' talmente assurdo nei suoi pensieri, questo vicesindaco, che potrebbe finire col diventarmi pure simpatico, di quella simpatia che si riserva al matto del paese quando dice la sua bischerata quotidiana.
Mi chiedo, però, se fra le italiche razze canine, il Gentilini inserisca anche il Mastino Napoletano (ohibò, il cane terrone e per giunta razzolante nella spazzatura), il Pastore Abruzzese (orrore, compesano di Di Pietro!) e il Cirneco dell'Etna (cane terrone e pure mafioso).
Bah. Anzi, bau.
(nella foto, un temibile cane extracomunitario che sta evidentemente meditando di colonizzare e distruggere l'ecoflora nostrana)
scritto da Isa71
alle 14:49
pretesti: pensieri, politica, incazzatura, cani, malumore
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Il caldo, anzi, più che altro, l'afa ci è piombata addosso, interrompendo le trasmissioni della primavera.
Ho il fiatone.
(Al bar, oggi pomeriggio intorno alle 17.00, dialogo fra me e la barista L.)
Poi succede che crolli, così, di punto in bianco. Quando meno te l'aspetti esplodi in un pianto irrefrenabile, che butta fuori tutto quello che hai macerato dentro per giorni. E se ti va bene, c'è qualcuno che ti abbraccia, mentre succede. A me è andata bene.
(Allo sportello, un pomeriggio di primavera. Entra un uomo anziano, sull'ottantina, distinto.)







