Abbiamo compiuto 14 anni, e ci hanno dato il casco obbligatorio.Ne abbiamo compiuti 18, e ci hanno imposto le cinture di sicurezza.
Abbiamo iniziato a far sesso, e si è diffuso l'AIDS, cambiando per sempre tutto.
Siamo usciti dalla scuola, e c'è stato il crollo verticale dell'occupazione.
Siamo usciti dalle università, e c'è stata imposta la flessibilità, insieme ai contratti atipici: Co.Co.Co, Co.Co.Pro, e così via.
Volevamo conoscere il mondo, ci hanno dato internet e ci hanno reclusi in casa.
Volevamo i nostri 15 minuti di celebrità Warholiana, e ci hanno dato il Grande Fratello.
E' evidente che noi intorno ai 35 anni, non ci godiamo e (temo) non ci godremo mai un bel niente.
Ascoltiamo, pessimisti, i Baustelle...
E’ difficile resistere al Mercato, amore mio. Di conseguenza andiamo in cerca di rivoluzioni e vena artistica. Per questo le avanguardie erano ok, almeno fino al ’66. Ma ormai la fine va da sé. E’ inevitabile.
Anna pensa di soccombere al Mercato. Non lo sa perché si è laureata. Anni fa credeva nella lotta, adesso sta paralizzata in strada. Finge di essere morta. Scrive con lo spray sui muri che la catastrofe è inevitabile.
Vede la Fine. In metropolitana. Nella puttana che le si siede a fianco. Nel tizio stanco. Nella sua borsa di Dior. Legge la Fine. Nei sacchi dei cinesi. Nei giorni spesi al centro commerciale. Nel sesso orale. Nel suo non eccitarla più. Vede la Fine in me che vendo dischi in questo modo orrendo. Vede i titoli di coda nella Casa e nella Libertà. E’ difficile resistere al Mercato, Anna lo sa. Un tempo aveva un sogno stupido: un nucleo armato terroristico. Adesso è un corpo fragile che sa d’essere morto e sogna l’Africa. Strafatta, compone poesie sulla Catastrofe.Vede la Fine. In metropolitana. Nella puttana che le si siede a fianco. Nel tizio stanco. Nella sua borsa di Dior. Muore il Mercato. Per autoconsunzione. Non è peccato. E non è Marx & Engels. E’ l’estinzione. E’ un ragazzino in agonia. Vede la Fine in me che spendo soldi e tempo in un Nintendo dentro il bar della stazione e da anni non la chiamo più.
(Baustelle, "Il liberismo ha i giorni contati", Amen - 2008)
scritto da Isa71
alle 18:42
pretesti: pensieri, politica, amore, filosofia, amico, malumore
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Il suonatore di tromba jazz sulla terrazza del Gianicolo, mentre diluvia su Roma e ci perdiamo in quel panorama, sotto l'ombrello.

Stamattina sono salita in auto per andare al lavoro, e appena dentro l'abitacolo, ho sentito il forte odore della verniciatura fatta dal carrozziere.








