mercoledì, 30 gennaio 2008
"Non l'ho preso a pugni.
Non sono tipo da pugni, io"


(dalla testimonianza di Olindo Romano,
imputato per gli omicidi di Erba.)
scritto da Isa71 alle 20:14 pretesti: pensieri, incazzatura, malumore commenti: commenti (5) (popup) | commenti (5)
domenica, 27 gennaio 2008
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

(Primo Levi, "Se questo è un uomo")

scritto da Isa71 alle 11:38 pretesti: pensieri, politica, donne, uomini, dolore, incazzatura commenti: commenti (8) (popup) | commenti (8)
mercoledì, 23 gennaio 2008
fuochiPerchè alla fine tutto lo splendore della vita si riduce a pochi piccoli intensi momenti.
Dopo una settimana terrificante, fatta di corse, lavoro, appuntamenti che riempono ogni piccolo spazio della giornata, il tutto condito da un tempo che definire da lupi è riduttivo (nebbia da Val Padana e nubifragi tropicali...), una si aspetterebbe di aver bisogno di chi sa cosa per risollevarsi il morale.
E invece.
E invece basta una passeggiata sotto un sole che ha dell'incredibile, in un sabato mattina che ha già in sè la scintilla della primavera, anche se è fine gennaio.
Bastano pochi passi sulla spiaggia al tramonto, a godersi il profumo dolce del salmastro e l'aria pulita, argentata, che ricopre un panorama stranamente silenzioso, mentre solo pochi metri più in là impazza la festa dell'inizio del Carnevale.
Basta sentirsi stretta tra le braccia di chi si ama, perdersi in uno sguardo, dissolversi in un bacio che fa esplodere il cuore, e non sai più se i fuochi artificiali sono solo sopra la tua testa, a illuminare il cielo, o se li senti nel tuo petto.

(perdonate la latitanza, amici cari, ma in questi giorni il lavoro mi sta uccidendo e non ho un minuto di respiro... ma vi penso!! )
scritto da Isa71 alle 18:21 pretesti: pensieri, amore, donne, arte, uomini, sesso, emozioni, buonumore commenti: commenti (9) (popup) | commenti (9)
mercoledì, 16 gennaio 2008
cocktailPerchè quando ti dicono che dimostri dieci anni meno di quelli che ci sono sulla carta d'identità.
Perchè quando ricevi un numero di sms, telefonate, messaggi vari assolutamente imprevisto e non sai come fare per rispondere a tutti.
Perchè quando la tua migliore amica accetta di prendere un aperitivo con te, e poi invece scopri che ha invitato altri amici, e ti ritrovi di fronte a uno (...uno... beh, in realtà due e mezzo) dei migliori Cocktail Champagne della zona gustato con un gigantesco assortimento di stuzzichini, risotto imprevisto e un vassoio di perizoma assolutamente esilaranti serviti con le patatine ed i crostini, mentre il cameriere complice ha le lacrime agli occhi da tanto che gli viene da ridere.
Perchè quando ti ritrovi in mano il regalo che ti ha fatto quella che è la tua collega di lavoro da neanche un mese.
Perchè quando ti svegli nel cuore della notte perchè il cellulare ha appena squillato e trovi un sms che ti fa battere il cuore e e venire gli occhi lucidi.
Ecco, allora capisci che i trentasette (cazzarola, trentasette, si...) anni che compi, forse sono stato davvero una gran fortuna, qualcosa di cui ringraziare.
Quindi, all'ultimo momento... tanti auguri Isabella. E' stato proprio un bel compleanno.
scritto da Isa71 alle 23:55 pretesti: pensieri, amore, donne, lavoro, uomini, emozioni, amico, buonumore commenti: commenti (21) (popup) | commenti (21)
domenica, 13 gennaio 2008
Come un coriandolo, vorrei poter volare insieme a te
e in ogni angolo scoprir la gioia e la magia che c’è,
se in una maschera puoi ritrovare un senso ai tuoi perché
quel viso d’angelo vorrei che somigliasse un poco a te,
vola coriandolo, vuol dir che in fondo musica ce n’è.





Perchè io ve lo posso anche spiega', ma tanto voaltri 'un potete capì quel che è l'aria di vì, quando manchino sette giorni all'apertura.
Dice: "All'apertura di hè?" O delafia, del Carnevale, sennò di 'osa?
Vi potete mette' lì a guardà questo video, che mi garba da morì, fra l'altro, perchè in un angolino sul carro del Baroni (che lu' si che faceva de' cari che 'un si possino spiegà da tanto erino belli e grossi, e al su' funerale c'era la banda che ni sonava la Coppa...) ci sono anch'io, che stiantavo dal freddo, perchè a gambe nude o quasi sul caro, di febbraio ci si more dal freddo, sapete?
Ecco, io vi potrei anche spiegà com'è esse' su' viali più belli del mondo, che ti giri di vì e vedi i monti con la neve, e ti giri di là e vedi il mare, e nel mezzo c'è il sole, e po' c'è quell'odore che sa di salmastro e brigidini e diesel e coriandoli e ti par d'esse ridiventato bimbetto, e ti viene guasi da piange quando ripensi alle manganellate e a coriandoli che ti stioccavino in gola mentre guardavi i mascheroni a bocca aperta e ti parevino così grossi, e 'un sai più se erino davero grossi o se eri te piccina... e se tu sei lì con qualcuno ti viene subito voglia d'abbracciallo e baciallo perchè è l'effetto che ti fa questa magia vì che si fa solo noi a Viareggio, e 'un c'è storia, han voglia di dì vell'altri che credino di fa il carnevale, vì così è tutto diferente, c'è solo da fa una cosa: venì a vedè, se no 'un ci si crede.
E penzà che c'è dela gente che pensa che sia solo un mucchio di carta di giornale, un popoino di colla e du' pezzi di legno. Sta' lustro, vai...

*(non mi vorrete mica chiedere la traduzione, no? Tanto si capisce. E se non si capisce... beh, uscite dall'autostrada a Viareggio Nord, domenica 20 e 27 febbraio, oppure il 3, il 5 o il 10 di febbraio e venite a vedere con i vostri occhi: se respirate abbastanza salmastro forse capirete... vi s'aspetta!)
scritto da Isa71 alle 18:17 pretesti: pensieri, amore, ricordi, arte, emozioni, buonumore, viaregginitudine commenti: commenti (8) (popup) | commenti (8)
giovedì, 10 gennaio 2008
corniceHo ancora un gran mal di schiena, per colpa di questa brutta influenza che mi perseguita da una settimana. Si, sinceramente avrei preferito continuare ad alzarmi alle 6 ogni mattina come d'abitudine, piuttosto che passare le giornate stesa qua e là fra una corsa e l'altra in bagno (no comment), nutrendomi di riso bollito e tè.
Sono qui che metto a posto qualche oggetto, e vedo come la struttura della mia vita, no, anzi, l'essenza stessa della mia vita è cambiata negli ultimi mesi.
Così, dopo un sacco di tempo in cui è successo poco o niente. Non vedo più di fronte a me binari di solido acciaio, pronti a condurmi in una direzione stabilita, ma un bel numero di piccoli sentieri di cui posso solo intuire la forma ed il percorso, ma stranamente, per me che sono sempre stata una donna dalle sospensioni parecchio rigide che non ama i viottoli impervi e pieni di buche, cominciano ad essere interessanti.
Dai sentieri si può sempre uscire con facilità, per perdersi in un bosco, scoprire una radura, imbattersi in personaggi imprevisti, scoprire frutti nuovi e deliziosi. E anche, si, lo ammetto, pungersi le dita sui rovi mentre si pensa di raccogliere more, o irritarsi sfiorando ortiche ben nascoste.
Ma è sempre meglio così, che il brusco e devastante deragliamento che serve per uscire da un binario.
O peggio ancora, dover aspettare che un macchinista a noi ignoto azioni il cambio, decidendo lui per noi.
E così eccomi qui, guardo la cartella con le pratiche del mio lavoro appena iniziato, che ancora non so neanche quanto è esattamente la busta paga. Ma so che a fine mese arriverà.
E i mucchi di fogli, appunti, progetti, sogni sparsi qui sulla mia scrivania.
E la nostra foto che aspetta ancora di essere messa in una cornice, noi due che sorridiamo.
E sappiamo benissimo perchè.
scritto da Isa71 alle 16:40 pretesti: pensieri, amore, donne, lavoro, uomini, emozioni, buonumore, inutilità fatta post commenti: commenti (11) (popup) | commenti (11)
mercoledì, 09 gennaio 2008
locandina
E' con grande piacere che segnalo una nuova "Storia d'Archivio" che sarà raccontata da Riccardo Mazzoni, con la collaborazione di Rebecca Palagi, Samanta Barontini e Adriano Barghetti al Museo della Marineria di Viareggio sabato 12 gennaio alle ore 17.00.

"A voi che nei vortici del mare furente"
La tragedia di Golfo Aranci del 9 gennaio 1896
Una suggestiva rievocazione della più grave tragedia della marineria viareggina attraverso rare cronache tra narrazione, musica e canto Una “storia d’archivio” di Riccardo Mazzoni
Voci narranti di Riccardo Mazzoni e Rebecca Palagi
Intermezzi vocali di Samanta Barontini
Accompagnamento musicale di Adriano Barghetti
Sabato 12 gennaio 2007, ore 17
Museo della Marineria, Lungocanale Est

Per le nostre “Storie d’archivio” è arrivato il momento di confrontarsi con la più grave tragedia della marineria viareggina: il naufragio della tartana “Fenice”, del cutter “Ifigenia” e della bilancella “Ida” nella tremenda notte di tempesta del 9 gennaio 1896 che provocò la morte di 18 marinai concittadini.
Sulla base di rari e interessantissimi documenti d’epoca, tra i quali spiccano le cronache del giornale “La Burlamacca”, alcune firmate da Enrico Sisco (con una straordinaria intervista al capitano marittimo Francesco Vassalle, unico sopravvissuto della “Fenice”, che verrà letta integralmente insieme ad altra documentazione originale  da Rebecca Palagi), è stato possibile ricostruire minuziosamente le modalità e le atmosfere attraverso le quali il popolo di Viareggio conobbe e visse i tragici avvenimenti che per oltre un mese tennero col fiato sospeso e gettarono nella più cupa disperazione l’intera comunità.
Sarà anche un’occasione per raccontare brevemente alcuni aspetti della Viareggio a cavallo tra Ottocento e Novecento, soprattutto il mondo degli spettacoli e degli intrattenimenti, con la valenza che la musica e il canto assumevano sia nella cultura popolare che in quella aristocratica o borghese. Con una rarità: la gustosa e ironica canzone “Alba chiara” che Icilio Sadun scrisse sui versi di Enrico Pea nel 1917, interpretata insieme ad altri pezzi musicali (canti popolari e romanze d’epoca) dalla magica voce di Samanta Barontini accompagnata al piano da Adriano Barghetti.
scritto da Isa71 alle 14:40 pretesti: ricordi, arte, emozioni, viaregginitudine commenti: commenti (6) (popup) | commenti (6)
domenica, 06 gennaio 2008

Va bene, probabilmente a volte (spesso?) Adriano Celentano è un po' sopra le righe. A volte straparla. A volte è simpaticamente odioso quando si lancia in certi suoi sermoni politico-social-ambientalisti.
Però nella sua storia da musicista ci ha lasciato alcune delle più belle canzoni che la musica italiana ricordi, senza contare che è stato uno dei primi a cantare il rock in Italia, quando ancora dava scandalo.
Io ricordo queste canzoni sentite dalle cassette sull'auto di mio padre, intorno alla metà degli anni '70, e non capivo proprio tutto tutto, ma mi parevano belle canzoni. E lo sono.
Soprattutto questa, che si chiama "Storia d'amore".
Buon Compleanno, orologiaio della Via Gluck.
scritto da Isa71 alle 12:16 pretesti: pensieri, musica, donne, arte, uomini, emozioni, buonumore commenti: commenti (10) (popup) | commenti (10)
giovedì, 03 gennaio 2008
klimtIeri ero in ufficio, e stavo per uscire e tornarmene a casa, quando ho sentito un po' di mie colleghe esclamare alcuni "Ooooh!" e "Aaaah!" molto commossi e inteneriti.
Quando sono arrivata nell'atrio, si erano già disperse, ma ho incontrato una di loro che mi ha allungato un foglio.
"Tieni" mi ha detto, "ne ho stampata una copia anche per te."
Sono sempre contenta quando vengo "inclusa" in queste piccole cose fra colleghe, io che sono l'ultima arrivata.
Sul foglio c'è una bellissima poesia di Madre Teresa di Calcutta, rivolta alla donna.
E noi, che in quella sede siamo all'incirca al 90% ragazze (e dall'idea che mi sono fatta in queste prime settimane di lavoro, direi anche piuttosto toste), non possiamo che apprezzare...

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni...
Però ciò che è iportante non cambia,
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea d'arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione;
fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite...
Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece di compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!


(Madre Teresa di Calcutta)
scritto da Isa71 alle 18:42 pretesti: parole, pensieri, donne, filosofia, emozioni, buonumore commenti: commenti (7) (popup) | commenti (7)