sabato, 29 agosto 2009
In mezzo allo scoppio dei fuochi artificiali, l'estate disegnata da orologi e calendari va verso la sua fine, ma qualcosa rimane, come il caldo palpabile, come le esperienze incredibili di questi mesi, l'amore grande e le risate, le incazzature e lo stupore, il fuoco che devasta, il dolore e la speranza.
Tutto rimane di quest'estate, come il caldo ancora fra noi, come i giorni che non scorderemo mai.

 
scritto da Isa71 alle 00:00 pretesti: pensieri, amore, donne, ricordi, lavoro, uomini, dolore, emozioni, amico commenti: commenti (4) (popup) | commenti (4)
sabato, 11 luglio 2009
Siccome una se scrive dei post sul proprio blog spera che siano letti e capiti, quando ci trova dei commenti che pubblicizzano link ad altri blog con argomenti assolutamente fuori dall'argomento del post medesimo, e che visto il tema del post stesso sono anche poco consoni, li cancella. Come ho fatto io nel post precedente.
Non ci restate male, ma almeno leggere e capire quando è il caso di evitare è il minimo che ci si aspetta da persone intelligenti.

Grazie.
scritto da Isa71 alle 15:15 pretesti: malumore commenti: commenti (5) (popup) | commenti (5)
martedì, 07 luglio 2009
Alla fine, dopo una settimana di video, racconti, foto, telefonate, ieri sera di punto in bianco ho preso l'auto e sono andata a Viareggio. Sono andata in giro a finestrini spalancati a cercare i rumori, gli odori, di una città che amo. Sono andata a vedere finalmente la rovina e il dolore. Un dolore muto, silenzioso. Ho visto il bianco dei manifesti che annunciavano le esequie solenni.
Ho visto tante persone, sedute fuori dalla porta, fuori dai bar, silenziose.
Ho visto via Garibaldi completamente rivestita da tricolori listati a lutto.
Ho finalmente lasciato che il mio sguardo si posasse sulle pietre annerite che si sfumavano nel buio.
La passerella semidemolita, come il resto di un bombardamento. Ho lasciato che la disperazione composta dei viareggini mi contagiasse.
Poi, ho provato ad andare a far visita a quei poveri morti. Che sono anche miei morti, povera gente mia. Ma non ci sono riuscita. Dopo due giri del parcheggio, dopo un lungo momento trascorso seduta in auto, con le mani aggrappate al volante, alla fine non ci sono riuscita. Ho dovuto fare un passo indietro e tornare via. Ho incrociato lo sguardo per un attimo con un signore anziano, fermo a cavalcioni della sua bicicletta, le braccia poggiate sul manubrio e le mani giunte, che un po' si guardava intorno e un po' a terra, come se stesse aspettando che qualcuno gli dicesse cosa fare e come farlo, che lui non aveva più la forza di dire o fare niente.
E lì, avviandomi su per via Coppino, ho finalmente potuto lasciar andare le lacrime che in una settimana non erano ancora uscite, ho lasciato entrare il dolore e la rabbia, e mi sono chiesta perchè, com'è possibile che questa povera gente sia morta in questo modo folle. Povera gente mia, perchè?
E ora, che i funerali sono conclusi, che il lutto si scioglierà nel ritorno al quotidiano, ora è giusto chiedere. E' giusto pretendere che sia detta la verità, e che chi deve pagare paghi.
Nessun silenzio mai.
scritto da Isa71 alle 19:08 pretesti: dolore, incazzatura, viaregginitudine commenti: commenti (3) (popup) | commenti (3)
mercoledì, 01 luglio 2009
Questo blog si associa ai tre giorni di lutto cittadino per ricordare le vittime dell'incidente ferroviario di Viareggio.



scritto da Isa71 alle 18:04 pretesti: dolore commenti: commenti (8) (popup) | commenti (8)
martedì, 30 giugno 2009
scritto da Isa71 alle 15:45 pretesti: dolore commenti: commenti (popup) | commenti